Le Pioniere del bagnasciuga

Le Pioniere del bagnasciuga
La baia di San Montano, Lacco Amen

È opportuno fare chiarezza sulle peculiarità che caratterizzano i litorali sabbiosi e le falesie al fine di capirne sia il significato pedomorfologico sia l’aspetto più propriamente botanico-paesaggistico. A tale riguardo va detto che le difficili condizioni ambientali delle dune hanno selezionato una vegetazione pioniera caratteristica in grado di sopportare l’abbondante insolazione nonché l’aridità del substrato. Prevalgono le specie xerofile, cioè adattate ad ambienti asciutti e soleggiati ed anche psammofile, tipiche dei terreni sabbiosi litoranei. A seconda del grado di coerenza e di consolidamento del substrato sabbioso si susseguono, passando dalla spiaggia verso l’interno, diverse fasce di vegetazione. Lungo il litorale dove la sabbia non viene raggiunta dalle onde si insedia una prima associazione vegetale piuttosto rada, costituita da specie pioniere tipicamente carnose, quali Carpobrotus acinaciformis, Ipomoea imperati, Pancratium maritimum, ecc.

Subito dietro, continuamente trasformate dal vento, si trovano le dune più giovani, parzialmente stabilizzate da alcune graminacee fornite di lunghi stoloni orizzontali striscianti e/o da apparati radicali molto profondi; tra questi si sviluppano molte essenze tipiche dei suoli sabbiosi che mostrano particolari adattamenti alle alte temperature ed all’intensa evapotraspirazione, quali ad esempio Cynodon dactylon, Vetiveria zizanioides, Briza maxima, Scolymus hispanicus, ecc.

In posizione ancora più arretrata rispetto al mare compaiono le dune consolidate sulle quali, grazie alla maggiore coesione del substrato e quindi ad una certa stabilità, si affermano anche piante proprie di suoli più evoluti; su queste dune troviamo molte specie suffruticose ed alcuni cespugli, quali ad esempio Teucrium fruticans, Crithmum maritimum, Centranthus ruber, Spartium junceum, ecc.

Bisogna altresì ricordare che anche il litorale roccioso, come quello sabbioso, può caratterizzarsi con un’associazione vegetale che, senza disturbo antropico, può evolversi dapprima in macchia e quindi in foresta. Del resto anche la roccia delle scogliere è certamente un substrato duro e poco ospitale per lo sviluppo delle piante, ma non per questo privo di una propria fisionomia vegetale. Infatti nelle fessure delle pietre ed in un qualunque anfratto può nascondersi un’esigua quantità di terreno, sottoposto saltuariamente agli effetti salmastri propri dell’azione marina; di qui la componente vegetale che si instaura è relativamente povera di specie ma formata da piante molto caratteristiche in grado di regalare vistose e copiose fioriture. Certamente la flora delle scogliere marine è legata alla natura litologica del substrato (calcareo/siliceo), risultando estremamente ricca di endemismi, cioè di specie presenti su superfici molto localizzate: sono questi dei veri e propri tesori botanici, caratterizzati da microclimi particolari che ne garantiscono la sopravvivenza da epoche remotissime. Tali caratteristiche presenti soprattutto sulle isole in cui il microambiente ha ulteriormente accentuato tali fenomeni, hanno reso possibile la conservazione e quindi la conoscenza di entità vegetali che, anche se potenzialmente poste in pericolo costante da un’intensa antropizzazione soprattutto costiera, risulterebbero del tutto sconosciute o quantomeno quasi introvabili.

Il seguente elenco di piante è stato realizzato in seguito ad una attenta ricognizione sulla fascia costiera dell’isola d’ischia, prendendo soprattutto in esame le zone di San Montano, Cartaromana, il promontorio di San Pancrazio, Maronti,  Punta Imperatore, Punta Zaro, San Francesco, Cava dell’Isola:

Malva sylvestris

E’ la specie maggiormente presente sul territorio nazionale; cresce sia sulle spiagge sabbiose che sulle costiere rocciose. Caratterizzata da una grossa e carnosa radice biancastra, tutte le parti della pianta contengono sostanze mucillaginose utilizzate dalla medicina familiare come emollienti, sedative e parzialmente lassative.

Malva sylvestris

Euphorbia dendroides

E’ una robusta pianta lignificata alta fino a 3 mt., presente costantemente sulle scogliere rocciose. Assume l’aspetto di un grande cespuglio glabro caratterizzato da grossi fusti ramificati che emettono, se spezzati, un lattice biancastro piuttosto tossico. Nel periodo di maggior insolazione (tarda primavera/estate), perde le proprie foglie al fine di ridurre drasticamente la disidratazione.

Euphorbia dendroides

Helichrysum litoreum

Pianta suffruticosa presente sulle scogliere rocciose e sulle dune sabbiose; tomentosa di colore grigio/argenteo, può essere semplicemente riconosciuta strofinandola, in quanto emette un caratteristico profumo che ricorda quello del curry.

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Helichrysum litoreum

Centranthus ruber

Pianta erbacea cespugliosa degli ambienti sassosi e rocciosi raccolta fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali calmanti ed antispasmodiche.

Centranthus ruber

Anethum graveolens

Cresce spontaneamente a ridosso delle dune consolidate e risulta conosciuta in tutto il Mediterraneo già al tempo degli antichi egizi grazie ad una citazione sul Papiro di Ebers che metteva in luce sia le proprietà medicinali che quelle culinarie di questa pianta.

Anethum graveolens

Atriplex halimus

Presenti a ridosso delle dune più giovani questo genere raggruppa un centinaio di specie tutte caratterizzate da un fogliame biancastro, brillante, capace di riflettere e quindi proterggersi dai raggi del sole. Può superare anche i 2 metri di altezza e riesce grazie ad una “controllata” apertura stomatica nelle foglie a regolare ed espellere l’accesso di sale decisamente letale per altre piante.

Atriplex halimus

Ammophila arenaria

Questa graminacea molto presente sui litorali mediterranei sabbiosi è provvista di un rizoma molto robusto da cui si dipartono foglie giunchiformi alte fino ad un metro. Utilizzata per fissare le dune è attualmente protetta e quindi vietato raccoglierla od estirparla.

Ammophila arenaria

Crithmum marìtimum

Nota anche col nome di Cretamo e Bacicci, questa pianta cresce sulle rocce costiere dell’Europa meridionale a ridosso del mare. Si tratta di una pianta perenne cespugliosa ricca di sali minerali, oli essenziali e vitamina C. A tal proposito le foglie venivano portate dai marinai nei loro lunghi viaggi in mare al fine di prevenire lo scorbuto (carenza di vitamina C).

Crithmum marìtimum

Lobularia maritima

La Lobularia cresce sulle scarpate sassose, vicino alle coste sabbiose e nei terreni incolti vicino al mare (da qui il nome della specie “Maritima”). Questa pianta profuma leggermente di miele ed è perciò considerata mellifera. Usata nella medicina popolare come diuretico. Ha parecchi nomi botanici, tra cui Alyssum maritimum e Koniga maritima.

Lobularia maritima

Vetiveria zizanioides

E’ una graminacea tropicale perenne con apparato radicale fittissimo e capace di raggiungere i 3 mt. di profondità. Molto longeva, può sopravvivere per oltre 40 anni rinnovandosi continuamente mediante accestimento. I fiori risultano sterili per cui l’unico modo per riprodurla è per via agamica mediante separazione dei germogli. Questo fa si che la specie non possa in alcun modo divenire infestante. Dalle sue radici si estrae un olio essenziale (vetiver) molto usato in profumeria. Può crescere e svilupparsi egregiamente sugli arenili a ridosso del mare.

Vetiveria zizanioides

Brixa maxima

Pianta annua a portamento eretto, cespitosa e caratterizzata da un’infiorescenza a pannocchia lassa, formata da 1/12 spighette bianco/argentate che si scuotono al più lieve alito di vento. Queste vengono comunemente raccolte ed essiccate ed utilizzate per decorazioni.

Brixa maxima

Thymelaea hirsuta

Resistentissima alla siccità, (presente fino ai settori desertici nordafricani) è un fruttice molto ramificato piuttosto folto con foglie carnose fittamente embricate. E’ presente copiosamente sulle coste rocciose di San Pancrazio.

Thymelaea hirsuta

Anthyllis barbajovis

Specie tipica delle zone litoranee aride ed assolate, ha un aspetto molto ramificato con rami sericeo/argentei che facilmente assumono forme contorte dovute all’azione meccanica del vento. Estende il proprio areale di distribuzione in tutta l’Europa mediterranea e nell’Africa del nord.

Anthyllis barbajovis

Genista ephedroides

Questa fabacaea cresce autoctonamente sulle scogliere rocciose dell’isola di Ponza. Ad Ischia è presente nella baia di San Montano, Presenta la particolarità di avere un legno estremamente duro e resistente, tanto che gli abitanti del posto hanno conferito a questa pianta l’appellativo di “guastaccett” dovuto proprio alla difficoltà di taglio del suo legno.

Genista ephedroides

Lagurus ovatus

Molto comune lungo le coste delle regioni mediterranee, questa graziosa graminacea cresce in prossimità del mare su suoli sabbiosi; infatti la troviamo sul limitare della spiaggia con la zona dunale, nella fascia retro dunale, lungo le paludi salmastre. Caratteristica è l’infiorescenza a pannocchia ovoidale a forma di “coda di lepre” da cui l’epiteto generico.

Lagurus ovatus

Pancratium marìtimum

Splendido fiore delle dune sabbiose litoranee del mediterraneo è maggiormente presente laddove il disturbo antropico è risultato più scarso. Pianta bulbosa dal fiore bianco molto profumato è presente nella baia di San Montano sull’isola di Ischia dove si stà diffondendo autoctonamente. Il nome del genere è di derivazione greca (pan= tutto e icratos=potenza) in riferimento alle  virtù medicamentose di questa pianta.

Pancratium marìtimum

Cakile maritima

(ruchetta di mare): è una specie pioniera che colonizza la prima fascia di vegetazione sul mare, dal limite di marea fino alle dune consolidate. Molto tenace, riesce a svilupparsi ed infestare anche terreni con alto grado di salinità. Nell’isola risulta presente lungo le spiagge ed arenili di S.Angelo. Il frutto di questa pianta, potendo galleggiare sull’acqua consente alla specie di diffondersi da un tratto ad un altro di spiaggia.

Cakile maritima

Salsola kali

E’ una pianta dalle foglie carnose lunghe 1 – 4 mm approssimativamente, cilindriche e spinose all’apice. Presente ovunque nelle regioni mediterranee, in particolare nell’isola d’Ischia è sito nella baia di San Montano ed a Cava dell’Isola.

Presenta una particolarità dovuta all’alta concentrazione nella propria linfa di sali di potassio in grado di abbassare il punto di fusione delle sabbie usate nella produzione del vetro.

Salsola kali

Bibliografia:

  • Ricciardi, Nazzaro, Caputo, De Natale, Vallariello, 2004, “La Flora dell’Isola d’Ischia” (Golfo di Napoli).
  • Pignatti S., 1982, “Flora d’Italia”. Edagricole Bologna
  • Caputo G., 1964-65, “Flora e vegetazione delle isole di Procida e Vivara” (Golfo di Napoli)
  • Lazzarini – Riccioni, 1990, “Le piante officinali”. Edycart. Garzanti
  • Eva Mameli Calvino, 1992, “ Piante da fiore ed ornamentali. Etimologia, caratteristiche, curiosità.” Ed. Giorgio Mondadori
  • Hugo Latyner, 1990, “Il giardino mediterraneo”. Ed. Centro Botanico
  • Boni-Patri, 1991, “Scoprire, riconoscere, usare le erbe”. Ed. Fabbri
  • E. Mangini, 1983, “Manuale di Botanica Farmaceutica”. Ed. Piccin
  • A. Musmarra, 1996, “ Dizionario di Botanica”. Edagricole Bologna
  • G. Armato, 1990, “I giardini al mare. Piante e tecniche colturali”. Edagricole Bologna
  • D. Burnie, 1995, “Mediterranean Wild Flowers”. Dorlingk

Forse qua manca qualcosa

L'isola d'Ischia è abbastanza grande, e probabilmente ci stiamo dimenticando qualche pianta: faccelo sapere, e aggiorneremo la lista!

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